Si sente tanto parlare di genitorialità, ma cosa significa essere genitori?

Se si va a leggere l’etimologia della parola significa ” colui che genera”; mentre se si va a considerare l’aspetto giuridico i genitori sono coloro che detengono il diritto – dovere  di mantenere, educare ed istruire i figli, garantendo il loro benessere psicofisico indipendentemente dalla convivenza o status civile dei genitori, garantendo l’interesse superiore del minore.

Quindi considerando le definizioni etimologica e giuridica, essere genitori nella nostra società è davvero un connubio di elementi, che nella vita di tutti i giorni si traduce in tantissime sfide che può fare sentire i genitori esausti e inadeguati.

In una società che corre, diventa avvilente rivestire un ruolo, come quello genitoriale, che necessita di lentezza, comprensione e tanta energia per la messa in gioco nel ricostruire nuovi equilibri.

Diventa perciò importante riscoprire diverse dimensioni: la pazienza, per conoscere il nuovo nato e sè stessi nel  ruolo di genitori, anche se si è già genitori, poiché ogni bambino ha le proprie caratteristiche e non è scontato, che quello che ha funzionato per il precedente sia efficace anche con l’ultimo; comprensione, nel senso più letterale del termine ” prendere insieme” consapevolezza di essere due persone, che stanno affrontando la stessa situazione con sensibilità ed esigenze diverse; accoglienza di tutte le emozioni che possono mostrarsi con tanto impeto, oppure essere silenti, ma sono lì presenti e condividerle è un’ottima strategia per sentirsi uniti.

La condivisione all’interno della coppia delle proprie fragilità, paure, speranze, sarà un elemento importante per aiutare a prevenire piccoli o grandi disagi per entrambi i genitori.

La depressione post parto tanto temuta, non avviene solo nelle madri, anche i padri possono soffrirla, ma è un aspetto di cui si parla poco, invece è molto importante per garantire la salute dell’intero sistema.

I papà tanto bistrattati dalla vecchia letteratura, oggi sono messi in risalto, perché rivestono un ruolo essenziale: sostenere e proteggere la famiglia.

Una volta ci si difendeva da bestie feroci, o da orde di invasioni straniere, da guerre o carestie, oggi ci si protegge da un sistema che richiede un massimo impegno a livello nucleare ( padre, madre) e molto meno coinvolgimento sociale ( nonni,zii…).  Oggigiorno si è molto soli nell’accudimento dei figli, quindi la coppia diventa più che mai il perno dell’intera struttura famiglia, quindi sostenersi vicendevolmente è una buona strada per ricostruirsi.

Il dialogo salva la coppia, ma se questo non basta chiedere aiuto diventa essenziale, perché nessuno si salva da solo.

Una frase che mi disse una mia cara amica e stimata collega,  ha fatto breccia nel mio cuore:  “Siamo tutti dei poveretti in questo mondo, facciamo con quello che abbiamo”.

La considero una frase che calza a pennello soprattutto con l’essere genitore oggi, perché è un’esperienza che non si può imparare precedentemente; non esistono manuali d’istruzione per qualsiasi evenienza, ogni genitore ha il compito di mettersi in gioco, con la consapevolezza che si sbaglierà, ma anche con il desiderio di chiedere scusa e correggere.

I figli non desiderano genitori perfetti, hanno bisogno di autenticità e la possibilità di sperimentare che si può essere fragili ed imperfetti; l’importante è riconoscere l’errore, per poi riparare.

In una società che richiede tutto e subito,  oltre l’uomo è importante  ritrovare la dimensione umana.

Rallentare per ripartire con maggiore serenità  verso noi stessi e gli altri.

a cura di Veronica Baiocchi psicoterapeuta sistemico familiare