Parliamo di innamoramento e amore di coppia


IL PIU` GRANDE SPETTACOLO DOPO IL BIG BANG… SIAMO NOI: IO E TE

Sabato 16 gennaio 2021, fuori è una bella giornata di sole ed il mio umore  annoiato: siamo ancora nel mezzo della pandemia, le possibilità di uscita limitate e un lungo weekend senza programmi che mi aspetta. Così dopo la tazzina di caffè mattutina, accendo lo stereo per avere qualche canzone come sottofondo nelle faccende domestiche.

Senza nemmeno rendermi conto inizio a cantare: “Ho preso la chitarra senza saper suonare, volevo dirtelo adesso stai a sentire, non ti confondere prima di andartene volevo dirti che… il più grande spettacolo dopo il Big Bang… siamo noi, io e te”  fino alla fine del ritornello. Così questa canzone di Lorenzo, ha aperto il mio pensiero verso alcune coppie, che sto seguendo in terapia e alle loro storie.

Come nasce una storia e quali sono le ragioni che conducono due individui a unirsi per formare una coppia? Ci si innamora casualmente?

Pur nella sua complessità, l’amore è un processo in cui entrano in gioco diversi componenti tra cui la componente neurofisiologica e quella relazionale, in stretta interconnessione l’una con l’altra.

Nella prima fase della relazione, quella dell’innamoramento, la componente neurofisiologica ha un gioco rilevante. Le ricerche hanno mostrato che scegliamo il partner in base all’odore. L’odore è legato in realtà a quello dei propri genitori, alla somiglianza genetica dei propri progenitori ed è attivato dai feromoni che vengono recepiti da un organo che si trova nel naso detto vomeronasale. Spesso alla mia domanda: “che cosa l’ha attratta del proprio partner?” segue la risposta “l’odore”. Scavando più a fondo si può arrivare alla consapevolezza che quell’odore è un odore conosciuto, ovvero appartenente a qualcuno del proprio nucleo familiare di origine.

All’inizio tutto è un “Big Bang” ovvero chimica: la presenza massiccia di Dopamina, Noradrenalina, Feniletilamina determinano l’attrazione sessuale e il bisogno costante e impellente dell’altro.

“Ognuno dei due partner offre il meglio di sè e ciascuno si adatta all’altro per rispecchiarsi negli occhi dell’altro e trovarvi le proprie caratteristiche di eccellenza ” scrive Umberta Telfener ne “La manutenzione dell’amore”.

E’ la fase dell’illusione, del cuore che batte, del desiderio e della spinta ad andare verso l’altro che viene visto come Fantastico.

L’innamoramento lascia il posto alla fase della delusione, “la fase in cui si inizia a vedere l’altro come è, ci si accorge delle cose che a noi mancano e che l’altro non può e non potrà mai darci. E’ qui che iniziano i giochi relazionali consapevoli e inconsapevoli, insoddisfacenti e reciprocamente delusivi a volte, altri invece facili e proattivi” afferma sempre la Telfener. Infatti all’interno della danza relazionale a due entrano in gioco dinamiche legate alla propria storia familiare: alla modalità con la quale ogni membro si è sentito amato da bambino/a, alle regole tacite ed esplicite con cui si è confrontato, al modo in cui i genitori si sono amati. Tutto questo bagaglio generazionale viene riportato nella coppia ed iniziano i giochi di vicinanza e allontanamento, di ricerca del giusto spazio a due, pur mantenendo ognuno la propria individualità.

Così la coppia con le proprie caratteristiche di personalità e relazionali riesce a trovare i passi per una nuova danza comune, accettando i difetti e i limiti dell’altra persona. E’ la fase in cui ci si prende la responsabilità di organizzare il proprio futuro insieme, con un atteggiamento proattivo nonostante le difficoltà.

L’amore è una scelta che si mette in moto consapevolmente ogni giorno. Ma soprattutto è un processo in continuo divenire:

io e te, io e te… che abbiamo fatto tutto e tutto c’è da fare, che siamo ancora in piedi in mezzo a questa strada..” recita Jovanotti nella canzone sopra citata.

Nel momento in cui una coppia varca la soglia del mio studio è carica di sentimenti di rabbia: “perchè lui non capisce”, “perchè lei si arrabbia per sciocchezze”… e così via. Non esiste una verità assoluta, ma esistono le ragioni di entrambi i membri della coppia, sotto le quali ci sono emozioni e sentimenti che hanno origini nella propria storia familiare. La terapia di coppia permette di andare alla ricerca delle motivazioni più profonde per le quali due persone si sono unite, portarle in superficie per renderle consapevoli e vedere se c’è lo spazio per trasformare la crisi in una risorsa e far partire una nuova danza.

Bibliografia:

-Telfener Umberta: “Le catene dell’amore”. Castelvecchi, Roma, 2015.

-Telfener Umberta: “Ho sposato un narciso. Manuale di sopravvivenza per donne innamorate”. Castelvecchi, Roma, 2006.

-Fisher Helen:  “the brain in love”, www.ted.com, 2008.

Articolo a cura di:

Dott.ssa Eleonora Incerpi Psicologa del Centro di Psicoterapia Liberamente.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

2021-01-22T18:02:52+01:00