QUALCUNO ANCORA CI UNISCE

Quando una coppia si separa come reagiscono i figli e come aiutarli ad affrontare il cambiamento 

“Esistono tanti tipi diversi di famiglia, certe famiglie hanno una mamma, certe altre hanno un papà, o due famiglie. Qualche bambino vive con gli zii, alcuni vivono con i nonni, altri bambini vivono con i genitori adottivi, altri ancora vivono in case separate, in quartieri separati, in diverse parti del paese e possono anche non vedersi per giorni, settimane, mesi, anche anni a volte ma se c’è l’amore, cara, quello è un legame autentico e tu avrai una famiglia nel cuore, per sempre.” (dal film “Mrs. Doubtfire”)

 

 Ci separiamo… e ora come lo diciamo a nostro figlio?

La separazione di una coppia è sempre una scelta difficile e dolorosa, soprattutto quando sono presenti anche dei figli in età evolutiva o adolescenti.

Spesso non si sa che parole scegliere per comunicare a loro questa decisione e a volta si sceglie la via del non dire nulla e avvisare solo nel momento in cui avviene l’uscita di casa di uno dei due genitori per paura che possano soffrire di più.

Un bambino, anche se piccolo si accorge se qualcosa nei genitori non va e può avere, anche inconsapevolmente, degli atteggiamenti di regressione ad esempio: l’enuresi notturna, la ricerca della mamma o del papà nel proprio letto o andare nel letto dei genitori oppure declino nel rendimento scolastico. Questi atteggiamenti servono per attirare l’attenzione su di lui in modo che i genitori non si lascino oppure come risposta a un sentirsi in colpa sentendosi lui la causa della rottura.

Non esiste un modo universale giusto o un protocollo preciso su cosa dire al proprio figlio: l’importante è metterlo al corrente della situazione, che anche se la coppia coniugale o convivente si scioglie loro rimarranno sempre la sua coppia di genitori su cui contare e soprattutto fargli capire che non è colpa sua se la coppia si separa perché è stato “un bimbo cattivo”. Una coppia si separa quando oltre ai sentimenti non ci sono più degli obiettivi in comune e spesso vanno in contrasto con le proprie scelte e questo può portare malessere nella coppia e quindi di riflesso anche nei propri figli.

Più si è chiari con il proprio figlio e più con i dovuti tempi si riuscirà ad affrontare meglio il cambiamento.

Questo non vuol dire che non ci saranno malesseri o piccole conseguenze, la separazione è la fine di un percorso portato avanti fino a quel momento ed è una sorta di “lutto”, va vissuto e maturato per poterlo superare, ci vorrà del tempo.

Ci sentiamo troppo in colpa perché gli stiamo facendo del “male” separandoci

Il senso di colpa spesso annebbia il vissuto e la decisione della coppia nel separarsi.

Si ha paura che la separazione segni per sempre in maniera negativa il proprio figlio e che gli si rovini la vita a causa di un “atto egoistico”.

La separazione NON DEVE SEMPRE ESSERE VISTA COME UN ATTO EGOISTICO, se una coppia non vive più bene insieme e questo causa malessere nei membri. La separazione è una scelta, se pur dolorosa, per poi vivere più sereni e prendere decisioni importanti con più lucidità.

Questo non vuol dire che sarà tutto facile, che non ci saranno conflitti e che sarà tutto indolore, ma l’importante è non sentirsi se i primi tempi il figlio dice frasi come “Vi odio” o “Mi avete rovinato la vita” o prova in continuazione un modo per far tornare insieme i genitori. Sono reazioni naturali di un bambino che non riesce subito a comprendere il cambiamento e la scelta dei propri genitori.

E’ importante accompagnarlo e stargli vicino nel processo di separazione e eventualmente coinvolgerlo nella scelta della stanza nella nuova casa di uno dei due genitori ( o di entrambi se si lascia la casa in comune per prendere due case nuove).

Può capitare che i primi tempi uno dei due genitori si senta solo nel letto matrimoniale o il figlio stesso si senta confuso e la notte non riesca a dormire per gli incubi, che come soluzione di benessere si pensa che dormire con il proprio figlio possa essere un modo per stare tranquilli.

Ognuno deve avere i propri spazi e anche se i primi tempi è difficile e doloroso, piano piano si riesce a comprendere il cambiamento e riflettere su bisogni e desideri che prima magari non era possibile pensare perché la preoccupazione offuscava la mente.

Importante è anche non far sentire in colpa il bambino e stare sereni quando va a dormire dall’altro genitore come da accordi prestabiliti: anche se la famiglia non vive più insieme comunque il bambino avrà sempre i suoi genitori.

Naturalmente tutto questo è quando la separazione non è molto conflittuale e non ci sono casi gravi di violenza o abuso.

Esistono aiuti da parte di esperti per affrontare meglio la separazione per noi e per nostro figlio?

Il senso di colpa spesso annebbia il vissuto e la decisione della coppia nel separarsi.

Si ha paura che la separazione segni per sempre in maniera negativa il proprio figlio e che gli si rovini la vita a causa di un “atto egoistico”.

La separazione NON DEVE SEMPRE ESSERE VISTO COME UN ATTO EGOISTICO.

La separazione è una scelta, se pur dolorosa, per poi vivere più sereni e prendere decisioni importanti con più lucidità.

Questo non vuol dire che sarà tutto facile, che non ci saranno conflitti e che sarà tutto indolore, ma l’importante è non sentirsi in colpa se i primi tempi il figlio dice frasi come “Vi odio” o “Mi avete rovinato la vita” o prova in continuazione un modo per far tornare insieme i genitori. Sono reazioni naturali di un bambino che non riesce subito a comprendere il cambiamento e la scelta dei propri genitori.

E’ importante accompagnarlo e stargli vicino nel processo di separazione e eventualmente coinvolgerlo nella scelta della stanza nella nuova casa di uno dei due genitori ( o di entrambi se si lascia la casa in comune per prendere due case nuove).

Può capitare che i primi tempi uno dei due genitori si senta solo nel letto matrimoniale o il figlio stesso si senta confuso e la notte non riesca a dormire per gli incubi, che come soluzione di benessere si pensa che dormire con il proprio figlio possa essere un modo per stare tranquilli.

Ognuno deve avere i propri spazi e anche se i primi tempi è difficile e doloroso, piano piano si riesce a comprendere il cambiamento e riflettere su bisogni e desideri che prima magari non era possibile pensare perché la preoccupazione offuscava la mente.

Importante è anche non far sentire in colpa il bambino e stare sereni quando va a dormire dall’altro genitore come da accordi prestabiliti: anche se la famiglia non vive più insieme comunque il bambino avrà sempre i suoi genitori.

Naturalmente tutto questo è quando la separazione non è molto conflittuale e non ci sono casi gravi di violenza o abuso.

 Uno strumento di aiuto per i genitori in via di separazione che hanno bisogno di una figura esterna che li consigli e che prenda in carico le loro difficoltà è la terapia del Sostegno alla genitorialità.

E’ un percorso terapeutico svolto da uno Psicologo o Psicoterapeuta che aiuta la coppia di genitori a capire quali possono essere i problemi del figlio durante la separazione, come affrontare le sue preoccupazioni o provocazioni ed ad aiutare i genitori a prendere delle decisioni insieme cercando di monitorare il conflitto tra di loro.

In questo modo la coppia si sente sostenuta e aiutata e riesce a superare quel senso di colpa nei confronti del figlio.

Un altro strumento sono i Gruppi per genitori separati guidati da uno Psicologo o Psicoterapeuta, in cui ci si confronta con altre persone nella stessa situazione e si possono scambiare opinioni e consigli. Il confronto con l’altro rende possibile gestire al meglio le emozioni e il dolore in un momento così difficile.

Esistono anche Gruppi per figli di genitori separati, sempre guidati da uno Psicologo o Psicoterapeuta dove bambini o ragazzi con i genitori che si sono separati o si stanno separando possono confrontarsi con i propri coetanei e parlare delle loro emozioni e delle loro difficoltà.

Conclusioni

 Con questo articolo ho voluto illustrare in breve quali possono essere le difficoltà e le reazioni dei figli quando si affronta una separazione e dare piccoli consigli su come aiutarli a comprendere la scelta dei genitori.

Naturalmente è un argomento vasto e non tutti affrontano allo stesso modo una separazione, ma nel complesso queste possono essere situazioni in cui ci si può rispecchiare.

Elisabetta Vannutelli

Psicologa del Centro di Psicoterapia Liberamente

 

 

 

 

 

 

 

 

2020-06-24T09:02:06+00:00